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Cabbasisi è una parola che va e viene con una certa frequenza nei miei pensieri in tutta una serie di considerazioni che faccio ormai da giorni e per quanto cerchi di distrarre la mente e pensare ad altro, non ci riesco.
Guardo molto raramente la televisione, ma i giorni scorsi, ospite non pagante di mia sorella che ha un impianto di condizionamento migliore del mio, mi è capitato di guardare un episodio del Giovane Montalbano e ho notato che il termine “cabbasisi” è molto usato. Volevo capirla di più questa parola e mi sono fatta una piccola cultura webesca.
Cabbasisi, parola del dialetto siciliano che indica i testicoli, deriva dalla parola araba “habb'aziz”, che indica un piccolo tubero, lo zigolo dolce, e viene usata in modo ironico per indicare le parti intime maschili perché la forma ovale di questo tubero le ricorda molto per somiglianza.
Detto questo, ora posso usare questa parola con cognizione e raccontare i pensieri che mi tormentano in questi giorni.
Il tormento principale è la consapevolezza che i cani e i gatti vivono troppo poco.
Ho una cagnolina di undici anni e un gatto di tredici e nei giorni scorsi ho realizzato che il tempo che resta da passare con loro sta per scadere. Certo potrebbe toccare a me per prima attraversare il ponte d'arcobaleno, ma se così non fosse, come farò a fare a meno di loro? E' vero che il gatto vomita ogni tre per due e sempre nei momenti e nei posti peggiori, è vero che la cagnolina abbaia disperata quando il gatto vomita perché è convinta che il suo amico abbia bisogno d'aiuto e poco le importa che siano le tre di notte o le cinque del mattino o se sono appena crollata mezza morta sul divano e vorrei solo dormire per quattro o cinque anni.
E' vero che se mi dimentico in posti accessibili il pollo arrosto avanzato o i savoiardi, che covo come piccoli appena nati e non divido con nessuno, li posso considerare persi così come ogni altra cosa commestibile.
E' vero che il gatto miagola per ogni sua esigenza vera o presunta, ma mai per rispondere quando lo chiamo ed vero anche che se un alito di vento muove la tenda o socchiude la porta, la cagnolina abbaia come se dovesse avvisare il mondo intero che è scoppiata la guerra, ma io non so come potrei vivere senza di loro.
Non riesco a pensare di potermi sedere a tavola senza averli intorno, accattoni seriali intenti a guardarmi con insistenza sperando che ceda buona parte del mio pasto a loro che, notoriamente, muoiono sempre di fame anche se si sono fatti fuori mezza dispensa.
Ecco, queste cose pensavo in questi giorni e la paura sottile di perdere queste due creaturine non mi abbandona. Poi ho visto Montalbano e ho scoperto il mondo dei cabbasisi e ora ho un'altra domanda per cui non riesco a trovare una risposta.
Mi piacerebbe sapere com'è che qualcuno possa aver deciso che esseri così meravigliosi come il mio cane e il mio gatto abbiano tempo solo per poco più di una decina d'anni e tutti gli scassa cabbasisi di questo mondo possono avere a disposizione anche più di novant'anni.
Dovrebbe esserci un'opzione nel momento dell'incarnazione:
sei uno che urta i cabbasisi?
Allora resta spermatozoo e non scassare né i cabbasisi, né altro.
Sarebbe meraviglioso.
Veramente, assolutamente, magnificamente meraviglioso.